“Premessa”: La luce del sole, unica e "per tutti", entra a illuminare le case tramite alcune finestre.

La piccola comunità dei Figli di Maria di Nazareth è stata illuminata stabilmente dai primi misteri evangelici della gioia, da qualche pagina patristica, e da un’icona molto significativa per spalancare ai credenti il mistero della fede!

Norme del direttorio

La lettura del Vangelo è un servizio preliminare alla Comunità. Il responsabile di Cenacolo terrà conto della situazione personale (famiglie, giovani, anziani, …) per la scelta e il numero degli incaricati. Generalmente è il consacrato che ha avuto contatto con la persona interessata a ricevere l’incarico di accompagnarla nell’ascolto del Vangelo. Specialmente se si tratta d’incontri per un “piccolo gruppo” o anche di una coppia, gli incaricati andranno preferibilmente in due: due incaricati oppure un incaricato che potrà chiedere di volta in volta di essere accompagnato da un fratello. Gli incontri avvengono generalmente nelle proprie case. In accordo con il responsabile di Cenacolo (o di Delegazione) questi fratelli possono essere invitati ad un momento convocante del Cenacolo di appartenenza: un Vespro domenicale, una veglia comunitaria, un pellegrinaggio, un ritiro, oppure a convocazioni generali come la Festa del Vangelo, perché possano sperimentare la grazia della preghiera e della comunione fraterna e conoscere la Comunità. Se in uno di questi momenti è presente il Sacerdote della Comunità o un responsabile, può essere chiesta, in forma semplice e privata, una benedizione sull’aggregato per continuare il suo cammino. La conoscenza permetterà di verificare la sincerità e l’interesse per la ricerca e perciò l’opportunità di continuare gli incontri. (Bozza Dir) Dopo aver completato la lettura del Vangelo, quando si riconosce in chi si è accostato alla Comunità un desiderio autentico di camminare nella via del Signore, gli si propone il tempo dell’aspirantato, al quale si è ammessi col consenso del responsabile di Cenacolo (o di Delegazione). Nel caso che l’aggregato sia legato ad altri gruppi, movimenti o associazioni, il responsabile valuterà con il Sacerdote o il responsabile di formazione se tale legame costituisca un impedimento all’ingresso in aspirantato. (Bozza Dir) L’ingresso in aspirantato è fatto pubblicamente da un responsabile (Sacerdote o Responsabile generale) in un momento comunitario di preghiera, secondo il rito. È facoltà dell’aspirante scegliere il proprio “aiuto fraterno” fra i consacrati: può essere chi l’ha introdotto in Comunità o chi l’ha seguito più assiduamente o altri. (Bozza Dir)
Comunità dei figli di Maria di Nazareth 30 ottobre 1999


PROPOSTA di PROGRAMMA PER LA FORMAZIONE DEGLI ASPIRANTI Da SPERIMENTARE


1) PREMESSE

Dallo Statuto (2.7.2) GLI ASPIRANTI. Sono coloro che avendo scoperto e riconosciuto aspirazioni vere e nuove nel loro cuore, in ordine alla comunione col Signore, all’ascolto della sua Parola e alla positività della vita fraterna, accettano di conoscere la Comunità con l’intenzione di aderire con stabilità al suo cammino. Tutti possono essere ammessi all’aspirantato purché abbiano 16 anni, siano battezzati e cresimati e desiderosi di vivere la fede con consapevole impegno religioso. L’aspirante, con l’accoglienza e un rito di benedizione, è affidato ad un membro della Comunità, detto “aiuto fraterno”, e attraverso di lui ad un incaricato di formazione che lo guiderà secondo il programma stabilito, singolarmente o più comunemente a piccoli gruppi, verso la consacrazione. Per l’inserimento in Comunità, l’aspirante è introdotto alla conoscenza della sua spiritualità e invitato a partecipare a qualche incontro comunitario, perché possa conoscere i futuri fratelli e via via accettarli e amarli in Cristo. L’aspirantato sarà di almeno un anno. Il responsabile di Cenacolo in accordo con l’aiuto fraterno e l’incaricato della formazione valuta il momento dell’ingresso in Comunità e ne dà relazione al Superiore di ramo responsabile della formazione e al Sacerdote, che verificheranno, per quanto è possibile con certezza morale, la sincerità e la serietà delle convinzioni maturate. Si è ammessi alla consacrazione dopo aver compiuto i 18 anni; gli sposi sono accolti preferibilmente insieme, o almeno con un consenso di accettazione dell’altro coniuge per quanto riguarda la vita comunitaria.

2) L’INCARICO DI FORMAZIONE

Gli incaricati della formazione, attraverso gli incontri e il dialogo con gli aspiranti, sono l’aiuto più diretto per il loro cammino verso un incontro con Dio sempre più profondo e per il loro inserimento nella vita di Comunità. Occorre tenere presente che la formazione comporta per l’aspirante la comprensione e la verifica della sua vocazione, di scelta della strada che il Signore lo chiama a percorrere. La Comunità accoglie anime per accompagnarle al Signore. Entrare nella Comunità non è entrare in un gruppo di preghiera, o in un gruppo di buoni amici che in modo spontaneo decidono di trovarsi insieme a riflettere, ma è un invito personale di Gesù diretto alla singola persona. L’incaricato cercherà di aiutare questa presa di coscienza dell’invito del Signore, e quindi la risposta a quello che Egli può volere “in più” con la consacrazione nella Comunità. L’incaricato, nell’accompagnare il cammino degli aspiranti, si sentirà richiamato ad atteggiamenti più coerenti e a pregare per i fratelli cui è rivolto il suo servizio. Chi è chiamato a quest’incarico, lo accetterà con fiducia nell’aiuto del Signore: ogni membro della Comunità sia disponibile a trasmettere quello che ha ricevuto, quindi a collaborare, direttamente o indirettamente, alla formazione.

3) INDICAZIONI PER L’INCARICATO

  1. Il presente programma vuole essere una guida per l’incaricato, non è pertanto stato preparato per essere consegnato alle persone affidate. Per svolgere gli incontri con gli aspiranti, l’incaricato dovrà individuare su che cosa è più necessario soffermarsi, in atteggiamento di servizio, cioè tenendo conto del cammino già percorso da ognuno nella vita spirituale, negli impegni religiosi, nella conoscenza e nella frequentazione della Comunità (per i figli dei consacrati, ad esempio). Potrà sempre consultarsi con i responsabili.
  2. Gli incontri di formazione sono quindicinali. Sono necessari anche incontri personali (o di coppia se si tratta di fidanzati o sposi), almeno mensili, da parte dell’incaricato di formazione, in collaborazione con l’”aiuto fraterno”, nel caso sia una persona diversa. L’”aiuto fraterno”, scelto dall’aspirante al momento del suo ingresso in aspirantato, ha normalmente il compito di dialogare in ordine ad ogni richiesta e difficoltà, sostenendolo personalmente con l’amicizia e la preghiera.
  3. Gli aspiranti, nel corso della loro formazione, sono guidati a prendere gradualmente gli impegni che costituiscono le promesse dei consacrati.
  4. L’incaricato della formazione, man mano che approfondisce la conoscenza, le attitudini e le disposizioni dell’aspirante, consultando i responsabili, lo invita a proseguire nell’impegno comunitario oppure può suggerire ai responsabili stessi di indirizzarlo a seguire altre vie di formazione spirituale. Le difficoltà non devono essere sottovalutate, ma affrontate decisamente durante l’aspirantato.
  5. L’incarico di formazione termina al momento della consacrazione del fratello/sorella affidato; pur cessando tale compito, continuerà un rapporto di fraternità e di preghiera.

4) SVOLGIMENTO DELL’INCONTRO

Preghiera allo Spirito Santo
Preghiera a Maria Santissima
Recita di un Salmo o, successivamente, di Vespri o Compieta, con la ripetizione libera di versetti
Trattazione dell’argomento, da parte dell’incaricato, iniziando dalla Sacra Scrittura. Ogni incontro trasmette un insegnamento, che sarà interiorizzato fino all’incontro successivo, quando potrà essere ripreso brevemente per ravvivarne la memoria.
Dialogo: gli aspiranti sono invitati ad esprimere le risonanze, le eventuali difficoltà e le domande suscitate dall’argomento. L’incaricato risponde, cercando insieme indicazioni di vita.
Preghiere conclusive

5) PROGRAMMA

L’aspirante è aiutato a verificare ed approfondire la sua condizione di discepolo di Cristo, rigenerato e rinnovato dal Battesimo e dagli altri Sacramenti, e ad accendere in sé il desiderio della propria santificazione, con la pratica sempre più consapevole delle virtù cristiane. Pertanto gli incontri del periodo di aspirantato consistono nella trattazione degli argomenti di formazione indicati di seguito, con la consegna di un brano o più brani o capitoli della Sacra Scrittura. Nel periodo iniziale si possono trattare argomenti più generali, per aiutare lo sviluppo di una vita cristiana intesa come rapporto con Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo; il secondo periodo è la preparazione diretta alla consacrazione nella Comunità. Rimane valido l’invito a soffermarsi su temi di dottrina cristiana, di formazione umana e morale che si possono ritenere necessari, come indicato nel programma di pre-aspirantato, attingendo da:

  • Catechismo della Chiesa cattolica
  • Catechismo degli adulti
  • Catechismo dei giovani

Sembra utile elencare altri testi già noti in Comunità cui si può sempre fare riferimento:

  • L’esortazione apostolica “Christifideles laici” di Giovanni Paolo II
  • La nota pastorale della Commissione episcopale per il laicato “Le aggregazioni laicali nella Chiesa”
  • Dalle cassette e libri di p. Andrea Gasparino:
    - “Il cammino della preghiera” (testo con audiocassette)
    - “Maestro insegnaci a pregare” (quattro volumetti)
    - La collana “Mondo nuovo”, Elledici, …

6) SCHEDE PER ARGOMENTI

Seguono le 21 schede preparate per argomenti, che costituiscono il programma di formazione. Esse sono state ordinate in tre sezioni.

Argomenti di formazione cristiana, dottrinale e morale:

  1. La chiamata universale alla santità
  2. Vocazione ed elezione personale
  3. Le virtù morali e cardinali
  4. Il primato delle virtù teologali
  5. Cercare Dio solo, lo spirito monastico, semplificazione e unità della vita
  6. Conoscere e seguire Cristo, la vita spirituale
  7. La preghiera, il colloquio con Dio, l’adorazione
  8. Intelligenza, volontà, grazia

Argomenti di formazione ecclesiale: sacramentale, liturgica e di relazioni comunitarie:

  1. La Chiesa luogo della salvezza, la Liturgia, la centralità dell’Eucarestia, la Liturgia delle ore
  2. Il Battesimo, la Cresima, la Riconciliazione e gli altri Sacramenti
  3. Il mistero della Chiesa, il ruolo dei laici, la vita religiosa
  4. L’appartenenza ad una aggregazione ecclesiale
  5. La comunità è una famiglia spirituale
  6. La necessità del dialogo

Argomenti inerenti alla nostra Comunità, per la preparazione diretta alla consacrazione:

  1. La nostra Comunità: carisma, composizione, missione
  2. La consacrazione nella Comunità, gli impegni, il regolamento di vita, la revisione
  3. Le virtù negative, la pratica dei consigli evangelici di castità, povertà, obbedienza
  4. L’ascolto e la meditazione della Sacra Scrittura, il calendario biblico, la Tradizione
  5. L’Angelus e l’Inno allo Spirito Santo
  6. Gli incontri comunitari
  7. La famiglia, il servizio al Regno di Dio, la partecipazione alla missione della Chiesa.

Ogni scheda, relativamente al proprio argomento, comprende:

  • l’indicazione di brani della Sacra Scrittura;
  • articoli dello Statuto o della Bozza di Direttorio della Comunità;
  • la proposta di una traccia con riferimenti a testi fondamentali che si possono consultare;
  • un elenco di riferimenti ad altri testi (soltanto in alcune schede);
  • il riferimento agli scritti della Comunità, che generalmente si trovano nei Notiziari.

Gli incaricati che desiderano approfondimenti, possono rivolgersi al Superiore di ramo, responsabile della Formazione, che per ogni scheda può fornire ulteriori indicazioni e riferimenti.

OSSERVAZIONI da passare al Comitato della Formazione

Cliccando QUI puoi scaricare il file in versione .rtf delle "Schede Aspiranti", mentre cliccando QUI puoi scaricare il file in versione .rtf della spiegazione dello statuto.

Link

  1. Schede formazione Aggregati
  2. Aspiranti

  • Il Signore vi conceda volontà di adorarlo e di compiere i suoi desideri con cuore generoso e animo pronto.
    Amen

 

  • Vi dia una mente aperta ad intendere la sua legge e i suoi comandi e volontà di pace.
    Amen

 

  • Esaudisca le vostre preghiere e vi sia propizio e non vi abbandoni nell’ora della prova. (Cfr. 2 Macc. 1,3-5)
    Amen.

La maggioranza dei membri oggi appartiene alla diocesi di Bologna, ma altri provengono dalle diocesi di Faenza, di Latina, di Reggio Emilia e di Trento.

Presentazione di alcuni momenti significativi del nostro cammino.

Nel 1969 alcuni giovani riuniti dal sacerdote don Giampaolo Burnelli della diocesi di Bologna parteciparono ad un campo estivo di lavoro a favore di una casa di orfani a Piediluco in Umbria. Ogni giorno oltre al lavoro, si proponeva la preghiera di Lodi, Vespri, la S. Messa e la lettura di un intero capitolo del Vangelo secondo san Marco. Successivamente si formarono alcuni gruppetti di persone che ogni settimana si incontravano per leggere e meditare un brano di Vangelo, confermati anche dalla partecipazione a liturgie domenicali della “Piccola Famiglia dell’Annunziata” di don Giuseppe Dossetti.

Nel marzo 1974 la maggior parte dei giovani si allontanò, orientati ad interessi diversificati di servizio socio-politico: rimase un piccolo “resto” che iniziò un cammino timido ma costante di incontri settimanali nelle case poiché alcune famiglie davano ospitalità a quanti desideravano fare un cammino di approfondimento della propria fede. Il Signore cominciò ad aggiungere altre famiglie e persone singole attirate dalla Parola del Signore approfondita dai commenti dei Padri della Chiesa in preparazione al Giorno del Signore e dalle meditazioni di don Divo Barsotti.

L’8 gennaio 1979 alcune sorelle hanno potuto iniziare la loro vita comune nella Casa di preghiera di san Giovanni Battista nel desiderio di praticare una vita più raccolta e religiosa. Il 18 marzo 1984, (seconda domenica di Quaresima) quanti si sono sentiti chiamati a consegnare la propria vita al Signore hanno formato la “Comunità dei Figli di Maria di Nazareth” facendo l’"atto di consacrazione" con impegni precisi sulla preghiera, l’ascolto della Parola e l’aiuto fraterno in ordine alla Comunione col Signore. Il 25 marzo 1999 la Chiesa ha approvato ad experimentum per un triennio, lo Statuto dell’Associazione e il 25 dicembre 2002 siamo stati approvati come Associazione di fedeli con nucleo che pratica i consigli evangelici.

La nostra Comunità riunisce insieme, come unica famiglia, le diverse vocazioni: sia quanti vivono gli impegni di vita cristiana nel contesto familiare e secolare (1° ramo), sia le sorelle che hanno fatto una scelta di totale consacrazione a Dio nella verginità (2° ramo), sia il ministero apostolico servito a noi direttamente dal Sacerdote indicato dall’Arcivescovo. Abbiamo esperimentato come “una grande grazia” il poter vivere in comunione di impegni e di intenti e in un medesimo cammino “i carismi” delle vocazioni diverse, nella Chiesa del Signore.

L’ascolto della Parola di Dio e la preghiera, personale e liturgica, accompagnano la nostra vita quotidiana e sono pure il contenuto dei nostri impegni, formulati come promesse o come voti, davanti al Signore e davanti ai fratelli tutti, consapevoli del ricchissimo dono della vita "comunitaria" o "comune". Riconosciamo infatti come una grande grazia l’aver potuto continuare ad incontrarci tra noi nel Nome del Signore, consapevoli che, per il nostro Battesimo, apparteniamo tutti a Cristo, Figlio di Dio e Primogenito tra molti fratelli, nella Chiesa. Noi laici ci ritroviamo settimanalmente, a piccoli gruppi "di fraternità", nelle case. Tutti insieme siamo convocati periodicamente per ritiri, giorni di convivenza e di pellegrinaggio.

I gruppi di fraternità di una certa zona li chiamiamo "Cenacoli" per dire l'affidamento di tutti a Maria Santissima e il bisogno profondo che ovunque "fiorisca" lo Spirito Santo di Dio perché ci sia comunione vera e coraggiosa e coerente testimonianza. Sperimentiamo tutti la nostra lentezza a convertirci, nonostante la fedeltà di Dio e i suoi continui richiami, le occasioni offerteci e gli impegni presi; la stabilità e la fedeltà, la perseveranza e il raccoglimento sono sempre minacciati: è necessario pertanto ravvivare continuamente il dono ricevuto, anche con l’incoraggiamento, l’esortazione e il sostegno vicendevole. Rimane in noi il desiderio di giungere alla santità, di sostenere ognuno ed in particolare le famiglie per vivere questa spiritualità in cui crediamo fermamente, ma soprattutto, come genitori, speriamo, per dono di Dio, di poter consegnare la fiaccola della fede ai nostri figli!

Per tutti noi consacrati nei diversi stati di vita, Maria è il grande esempio e la sicura protezione sotto la quale possiamo sempre trovare rifugio, e nella Santa famiglia di Nazareth ci incoraggia a vivere, col suo aiuto, la vita ordinaria in modo straordinario. I misteri dell’Annunciazione e della Visitazione, che noi richiamiamo quotidianamente con la recita dell’Angelus prolungato e l’invocazione allo Spirito Santo sono il continuo ed esemplare riferimento per la preghiera e per la vita cristiana di ogni membro.

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