PROGRAMMA DI FORMAZIONE COMUNITARIA
PER L’ANNO 2015-2016
per i consacrati del i e del ii ramo
Tema:
LA GIOIA DEL VANGELO
Esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii gaudium
“Fratelli, cercate di rendere sempre più salda la vostra vocazione e la scelta che Dio ha fatto di voi. Se farete questo non cadrete mai. Così infatti vi sarà ampiamente aperto l’ingresso nel regno eterno del Signore nostro e Salvatore Gesù Cristo” (2Pt 1,10-11).
PREMESSA GENERALE
All’origine del concetto della vita c’è la realtà di una chiamata: Dio che chiama all’esistenza, alla fede cristiana, ad un progetto di vita, alla vita laicale, consacrata o sacerdotale, all’incontro felice con Lui nell’Eternità. Quindi all’origine stessa dell’esistenza si trova il richiamo di Dio e lo stesso sviluppo della vita non sarà se non lo sviluppo delle chiamate divine. In questo contesto generale della chiamata possiamo inserire la nostra specifica chiamata nella Comunità dei figli di Maria di Nazareth, associazione di fedeli approvata dalla Chiesa di Bologna, dal Cardinale Arcivescovo Giacomo Biffi, il 25 dicembre 2002, Solennità del Natale del Signore, in questi termini:
“Il desiderio di un cammino di perfezione nella vita cristiana ha richiamato attorno al ministero del Rev.do Don Giampaolo Burnelli, sacerdote di questa Arcidiocesi di Bologna un gruppo di fedeli i quali, attraverso l’ascolto nella fede della Parola di Dio e l’esempio e la protezione della Beata Vergine Maria, contemplata in particolare nei misteri dell’Annunciazione e della Visitazione, si impegnano a vivere nell’esercizio delle virtù teologali e nella condivisione fraterna.
Questa scelta di vita cristiana ha trovato una sua forma stabile nella costituzione di una Associazione, chiamata "Comunità dei Figli di Maria di Nazareth", che riunisce insieme sia quanti vivono gli impegni di vita cristiana nel contesto familiare e secolare, sia alcune sorelle che - avendo fatto una scelta di totale consacrazione a Dio - osservano i consigli evangelici nella vita fraterna in comune, secondo quanto previsto dalla normativa canonica per gli istituti di vita consacrata” (Decreto di approvazione dello Statuto).
Il secondo impegno dei membri è di “proclamare ogni giorno l’Inno allo Spirito Santo e l’Angelus prolungato”: nell’anno 1976 don Giampaolo diceva nelle conclusioni di un ritiro “La nostra caratteristica è l’attenzione ai due misteri, l’Annunciazione (rapporto con Dio) e la Visitazione in una famiglia (rapporto con il prossimo), mistero della verginità e della famiglia unite dal dono dello Spirito Santo” (Notiz. n. 89).
Nello Statuto è stato così espresso: “Maria ha accolto Cristo, Figlio di Dio, per opera dello Spirito Santo, accettando nella sua vita il disegno di Dio e donandosi totalmente a Lui; ha portato Cristo alla famiglia di Zaccaria ed Elisabetta e continua a donarlo agli uomini con il suo amore materno”; e: “I Misteri dell’Annunciazione e della Visitazione sono il quotidiano riferimento per la preghiera e per la vita di ogni membro” (1.2).
Proprio per questo l’anno 2015 è eccezionale per noi perché nella Chiesa si prosegue il Sinodo sulla famiglia con un anno ordinario di lavoro di tutte le Chiese del mondo: “Ci rivolgiamo a tutte le famiglie dei diversi continenti e in particolare a quelle che seguono Cristo via, verità e vita”; e nello stesso tempo è stato indetto un Anno della vita consacrata: “Ogni forma di vita consacrata è nata dalla chiamata dello Spirito a seguire Cristo come viene insegnato dal Vangelo… La domanda che siamo chiamati a rivolgerci in questo Anno è se e come anche noi ci lasciamo interpellare dal Vangelo; se esso è davvero il «vademecum» per la vita di ogni giorno e per le scelte che siamo chiamati ad operare” (dalla lettera apostolica “A tutti i consacrati” di papa Francesco, 2).
Siamo riconoscenti per questa opportunità speciale che può aiutare ciascuno a vivere con più profondità, insieme e personalmente, il proprio stato di vita.
Per l’anno 2016 poi il Papa ha indetto l’Anno santo della misericordia: potrebbe essere questa – la misericordia – una chiave di lettura del testo che ci accingiamo a leggere.
In questa formazione annuale continuiamo con il metodo utilizzato nell’Assemblea generale dell’8 febbraio scorso: “Tentiamo di tradurre le espressioni del nostro carisma nel linguaggio di papa Francesco, che con l’Esortazione apostolica Evangelii gaudium (EG), del 24 novembre 2013, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, si è rivolto alla Chiesa intera - quindi anche a noi - per presentare un programma improrogabile di rinnovamento ecclesiale (26)”. La lettura dell’Esortazione apostolica sarà il tema del nostro programma di formazione annuale comunitaria; in essa cercheremo quindi ciò che è maggiormente stimola il nostro percorso spirituale.
L’Esortazione fa seguito al Sinodo sulla evangelizzazione celebrato a Roma nel mese di ottobre 2012. Il Papa raccoglie le indicazioni dei padri sinodali e le inserisce in un contesto di riflessione suo proprio, per cui ci troviamo davanti a un progetto di pontificato. È il documento programmatico del suo ministero nella Chiesa e l’auspicio del cammino della Chiesa nei prossimi anni. Ha conseguenze importanti poiché è l’esortazione di un pastore che vuole modellarsi a Cristo, che ama il suo ministero di pastore a cui il Signore lo ha chiamato. Da una vita spirituale intensa desidera portare Cristo agli uomini e gli uomini a Cristo.
Il Papa invita a una nuova tappa della evangelizzazione. La nuova tappa è caratterizzata dalla gioia. La gioia del Vangelo viene dall’incontro con Cristo. Devo lasciare entrare Cristo, attendo l’incontro con Lui che deve avvenire ora. Nessuno è escluso da questa gioia. La gioia dell’incontro è la gioia dell’annuncio: in me si deve vedere la gioia di Dio. Questo è riflettere il Vangelo. Gioia di chi annuncia, gioia di chi riceve.
Ma si può essere offuscata la gioia, può non apparire. Può esserci il mondo in me, con la sua opprimente offerta di consumo, di piacere, nel mio cuore comodo e avaro che non sa donare. Tristezza, individualismo, vanagloria, rivalità, risentimento, mormorazione, ipocrisia, lamentela, scontentezza… sono malattie dell’anima, malattie spirituali; se rimango io al centro della mia vita non sarò mai felice, lo sono soltanto se so di essere oggetto dell’amore di Dio, se per questo amore spendo la mia vita, se mi entusiasmo a fare il bene. Una sola azione buona giustifica una vita, tanto è grande la carità. La meta è il dono della gioia invece della tristezza, dell’amore, della carità invece dell’egoismo.
C’è urgenza di rivelare questo amore che è la gioia della vita. La preghiera è energia di amore, per questo lodiamo e intercediamo, supplichiamo e ringraziamo il Signore affidandoci allo Spirito Santo perché ci siano frutti copiosi nella Chiesa e nella nostra Comunità ad onore e gloria di Cristo Signore con l’intercessione di Maria nostra Madre.
NB: Durante la lettura tenere a portata di mano il testo completo della Evangelii gaudium
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per le parti tralasciate: alcune segnalate, come altri testi da leggere eventualmente insieme, altre da leggere personalmente;
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per leggere le note a fondo pagina (riferimenti a papi, santi, documenti ecclesiali,…), di cui abbiamo il numero di riferimento secondo l’edizione vaticana.
